REFERENZA, MISURA, LUNETTA E BRACCIALE: COSA SAPERE PRIMA DI CHIEDERE UNA VALUTAZIONE
Vendere un Rolex Datejust usato a Roma
Fra i Rolex che arrivano da noi a Tor Vergata, il Datejust è quello con le storie più varie: il regalo per i quarant’anni, l’orologio del nonno rimasto in un cassetto, quello comprato con il primo stipendio importante e poi messo da parte. Se stai pensando di venderlo, la prima cosa da sapere è che “Datejust” da solo dice poco. Sotto questo nome convivono decine di referenze, quattro o cinque generazioni di movimenti, misure da donna e da uomo, lunette e bracciali diversi. Chi compra ragiona sulla versione esatta, e chi vende fa bene a conoscerla prima di chiedere una cifra. In questa pagina trovi come identificare il tuo esemplare, le referenze principali in tabella, cosa fotografare e gli errori che fanno perdere tempo, o soldi, a chi vende un Datejust usato.
Quale Datejust hai al polso: la verifica in cinque passi
Non serve aprire l’orologio né smontare niente. Con un po’ di attenzione arrivi quasi sempre alla referenza giusta da solo.
- Cerca i documenti. Il certificato di garanzia, cartaceo nei modelli più vecchi o in formato card in quelli più recenti, riporta referenza e numero di serie. Anche una ricevuta di revisione fatta da un centro Rolex di solito li indica.
- Conta le cifre della referenza. Quattro cifre indicano un Datejust d’epoca, cinque cifre la generazione intermedia, sei cifre i modelli moderni. Le referenze che iniziano con 1262 e 1263 sono quelle attuali da 36 e 41 mm.
- Guarda la lunetta. Liscia o zigrinata? Se è zigrinata e lucida come l’oro, probabilmente è in oro anche se la cassa è in acciaio.
- Guarda il bracciale. Cinque file di maglie piccole sono il Jubilee, tre file di maglie larghe sono l’Oyster.
- Controlla il rehaut. È l’anello inclinato fra vetro e quadrante. Nelle produzioni più recenti porta inciso “ROLEX” lungo tutto il giro e il numero di serie all’altezza delle 6. Se il tuo è liscio, l’orologio appartiene a una generazione precedente.
Se dopo questi passi hai ancora dubbi, non è un problema: con due foto fatte bene la referenza la ricaviamo noi. Per orientarti meglio sui codici in generale c’è anche la guida alle referenze Rolex.
Il Datejust, punto per punto
126334 · Lunetta zigrinata in oro bianco · Calibro 3235
Sulle versioni Rolesor bianco è in oro bianco. Guarda che le scanalature siano nette: una lucidatura fatta male le arrotonda e si nota in foto.
La data a ore 3 è il segno del Datejust, ingrandita dalla lente Cyclops sul vetro. Fotografala dritta, con la data ben leggibile.
Si avvita sulla cassa. Il Datejust non ha spallette: guarda che la corona non abbia urti e che si avviti senza sforzo.
Togliendo il bracciale, fra le anse a ore 12 c'è incisa la referenza. La trovi anche sulla garanzia: è il primo dato che ci serve.
L'anello interno fra quadrante e vetro: sulle referenze recenti porta inciso il numero di serie a ore 6. Sulle più vecchie il seriale è fra le anse a ore 6.
Cinque maglie per fila, le tre centrali piccole. Col tempo le maglie si allungano: fotografa il bracciale di lato e la chiusura aperta.
Disegno indicativo a linee, non in scala reale e senza marchi.
Le referenze principali del Datejust da uomo
La tabella raccoglie le referenze che si incontrano più spesso quando si vende un Datejust da 36 o 41 mm. Non è un elenco completo, perché esistono anche versioni in oro massiccio, quadranti speciali e combinazioni particolari, ma copre la grande maggioranza dei pezzi che girano oggi.
| Famiglia | Referenze | Cassa | Calibro | Materiale e lunetta |
|---|---|---|---|---|
| Cinque cifre, calibro 3035 | 16013 · 16014 | 36 mm | 3035 | 16013 Rolesor giallo, lunetta zigrinata · 16014 acciaio con lunetta zigrinata in oro bianco |
| Cinque cifre, calibro 3135 | 16200 · 16220 · 16233 · 16234 | 36 mm | 3135 | 16200 acciaio liscia · 16220 acciaio con lunetta lavorata a motivo inciso (engine-turned) · 16233 Rolesor giallo zigrinata · 16234 Rolesor bianco zigrinata |
| Sei cifre, 36 mm | 116200 · 116233 · 116234 | 36 mm | 3135 | 116200 acciaio liscia · 116233 Rolesor giallo zigrinata · 116234 Rolesor bianco zigrinata |
| Datejust II | 116300 · 116333 · 116334 | 41 mm | 3136 | 116300 acciaio liscia · 116333 Rolesor giallo zigrinata · 116334 Rolesor bianco zigrinata |
| Datejust 36 attuale | 126200 · 126231 · 126233 · 126234 | 36 mm | 3235 | 126200 acciaio liscia · 126231 Rolesor Everose · 126233 Rolesor giallo · 126234 Rolesor bianco zigrinata |
| Datejust 41 attuale | 126300 · 126331 · 126333 · 126334 | 41 mm | 3235 | 126300 acciaio liscia · 126331 Rolesor Everose · 126333 Rolesor giallo · 126334 Rolesor bianco zigrinata |
Una nota pratica sui calibri: il passaggio da 3035 a 3135 e poi a 3235 non è solo una questione di numeri sul movimento. Ogni generazione ha cassa, bracciale e finiture un po’ diversi, quindi due Datejust che a colpo d’occhio sembrano gemelli possono appartenere a famiglie lontane fra loro. Per questo, quando ci scrivi, la referenza vale più di qualsiasi descrizione.
L’ultima cifra: il materiale scritto nel codice
Nelle referenze moderne Rolex usa l’ultima cifra per indicare il materiale. Sul Datejust la regola si legge così:
| Ultima cifra | Materiale | Esempio sul Datejust |
|---|---|---|
| 0 | Acciaio | 126200, 126300 |
| 1 | Rolesor Everose (acciaio e oro Everose) | 126231, 126331 |
| 3 | Rolesor giallo (acciaio e oro giallo) | 116233, 126333 |
| 4 | Rolesor bianco (acciaio con lunetta in oro bianco) | 16234, 126334 |
| 5 · 8 · 9 | Oro Everose · oro giallo · oro bianco, versioni in oro massiccio | meno frequenti |
Il caso che crea più equivoci è il Rolesor bianco. Visto da lontano sembra un orologio tutto in acciaio, ma la lunetta zigrinata è in oro bianco. Capita che chi lo eredita lo descriva come “Datejust in acciaio” e rimanga sorpreso quando scopre la differenza. Il 4 finale toglie ogni dubbio.
Datejust II e Datejust 41: due 41 mm da tenere distinti
Chi ha un Datejust da 41 mm spesso non sa quale dei due possiede, e la differenza conta. Il Datejust II, referenze 1163xx, monta il calibro 3136. Il Datejust 41, referenze 1263xx, monta il calibro 3235 ed è il modello che oggi Rolex produce in questa misura.
A occhio, il Datejust II ha una cassa dall’aspetto più massiccio, con anse e lunetta più larghe e indici del quadrante di dimensioni generose. Il Datejust 41 ha proporzioni più vicine al 36 classico, solo ingrandite: anse più sottili, lunetta più fine, un profilo più slanciato. Mettendoli uno accanto all’altro la differenza salta subito agli occhi. Da soli, invece, si confondono facilmente, e qui torna utile la referenza: se inizia con 1163 hai un Datejust II, se inizia con 1263 hai un Datejust 41.
Lady-Datejust e Datejust 31: le misure più piccole
I Datejust da donna sono tanti quanti quelli da uomo, se non di più. Le versioni attuali sono il Lady-Datejust da 28 mm e il Datejust 31. In passato la misura da donna più diffusa era il Lady-Datejust da 26 mm, mentre il 31 mm esisteva già come taglia intermedia, quella che molti chiamano ancora “medio”.
Per questi modelli valgono le stesse regole di lettura: referenza, lunetta, bracciale, materiale. Cambia una cosa: molti Lady-Datejust sono in oro o in Rolesor, e parecchi hanno quadranti con diamanti o madreperla. Se il tuo ne ha uno, fotografalo con luce naturale: la madreperla sotto una lampada gialla cambia colore e in foto perde tutto il suo carattere.
Lunetta e quadrante: dove due Datejust smettono di somigliarsi
Liscia, zigrinata, incisa, girevole
La lunetta liscia è la più discreta e sui modelli in acciaio è nello stesso metallo della cassa. La zigrinata, con le sue scanalature fitte, è quella che molti hanno in mente quando pensano al Datejust: sulle versioni Rolesor è in oro, giallo, bianco o Everose a seconda della referenza. Sulla 16220 si trova una lunetta in acciaio lavorata a motivo inciso, meno comune. Esiste poi il Turn-O-Graph, un Datejust con lunetta girevole graduata, nato per misurare un intervallo di tempo: è una variante a parte, da non confondere con le versioni con lunetta fissa.
Qualsiasi lunetta con le pietre richiede un discorso separato. Rolex ha prodotto Datejust con diamanti montati in fabbrica, ma sul mercato girano anche orologi a cui i diamanti sono stati aggiunti in seguito da un gioielliere. Questi ultimi non sono più originali, e chi compra lo sa bene. Se il tuo Datejust ha pietre e non sai da dove vengono, dillo subito: è molto meglio partire da un’informazione chiara che scoprirlo durante il controllo.
Il quadrante
Sul Datejust il quadrante è la parte con più varianti in assoluto: colori pieni, soleil, indici a bastone, numeri romani, diamanti, madreperla, motivi a scanalature. Per chi valuta conta prima di tutto che sia quello originale e in buone condizioni. Un quadrante sostituito con uno non Rolex, oppure ridipinto, toglie molto all’orologio anche se il resto è perfetto. Macchie, puntini di umidità e lancette con la luminescenza scurita sono altri dettagli che guardiamo da vicino.
Un elemento che il Datejust ha in comune con quasi tutti i Rolex con datario è la lente Cyclops sul vetro, che ingrandisce di 2,5 volte il numero del giorno. Se il numero sotto la lente appare piccolo, quasi uguale a come sarebbe senza lente, fermati: è uno dei segnali più semplici da notare. Ne parliamo nella guida su come riconoscere un Rolex falso.
Jubilee o Oyster, e quanto è stanco il bracciale
Il Jubilee, con le sue cinque file di maglie, debutta insieme al Datejust nel 1945 ed è il bracciale più legato a questo modello. L’Oyster, a tre file di maglie larghe e piatte, gli dà un’aria più sportiva. Sono entrambi corretti: Rolex ha proposto lo stesso Datejust con l’uno o con l’altro. Quello che conta è che il bracciale sia coerente con la referenza e con l’epoca della cassa.
Il bracciale è la parte che invecchia di più, perché lavora ogni volta che muovi il polso. Sui modelli più vecchi le maglie del Jubilee tendono a prendere gioco e il bracciale si “allunga”, fino a pendere quando lo tieni sospeso per il fermaglio. Non è un difetto che rende invendibile l’orologio, ma fa parte della valutazione insieme a graffi sul fermaglio, perni consumati e maglie mancanti.
A proposito di maglie: quando un Datejust viene adattato al polso, il gioielliere ne toglie spesso una o due. Molti le perdono, altri le tengono in una bustina insieme alla scatola. Se le hai, portale: un bracciale completo è un dettaglio che si nota.
Le foto giuste per valutare un Datejust a distanza
La prima valutazione la facciamo dalle immagini, quindi più sono chiare e meno domande servono dopo. Per un Datejust questa è la sequenza che funziona meglio:
- il quadrante dritto, con luce naturale e senza riflessi sul vetro, così si leggono indici, lancette e scritte;
- la lunetta di tre quarti, per capire se è liscia o zigrinata e com’è il suo stato;
- il fianco della cassa con la corona, dove si vedono i segni di lucidature;
- il fondello e il fermaglio aperto, con i punzoni interni;
- il bracciale steso per intero, così si contano le maglie e si vede quanto è dritto;
- la garanzia e la scatola, se ci sono, e qualsiasi ricevuta di revisione.
Se il tuo Datejust ha il rehaut inciso, una foto ravvicinata del numero alle ore 6 aiuta. Non serve togliere il bracciale per cercare la referenza fra le anse: è un’operazione che rischia di graffiare la cassa e possiamo farla noi, con gli attrezzi giusti, durante il controllo.
Gli sbagli più comuni di chi vende un Datejust
Lucidarlo prima di venderlo. È l’errore più diffuso. L’idea è presentare l’orologio “come nuovo”, ma ogni lucidatura toglie metallo, arrotonda gli spigoli della cassa e assottiglia le anse. Chi compra preferisce un Datejust con i suoi graffi e la cassa intatta a uno lucido ma consumato.
Descrivere il materiale a occhio. Rolesor bianco scambiato per acciaio, Rolesor giallo scambiato per oro massiccio: capita spesso. La referenza risolve tutto in un secondo, conviene partire da lì.
Buttare la scatola o separarsi dai documenti. Garanzia, scatola, libretti, cartellino verde e ricevute di revisione raccontano la storia dell’orologio. Anche se l’esterno della scatola è rovinato, tienila. Trovi l’elenco completo di cosa forma il corredo nella pagina sul Rolex full set.
Confrontare il proprio orologio con gli annunci. Il prezzo scritto in un annuncio è quello che il venditore spera di ottenere, non quello a cui l’orologio cambia mano. E spesso si riferisce a una referenza diversa, o a un esemplare con un corredo che il tuo non ha. Come si arriva a una cifra realistica lo spieghiamo in quanto vale il mio Rolex.
Far riparare o sostituire parti all’ultimo. Un quadrante o un bracciale non originale montato per “sistemare” l’orologio prima di venderlo peggiora la situazione invece di migliorarla. Meglio portarlo com’è.
Il tuo Datejust da Roma alla proposta
Il percorso è lo stesso che descriviamo nella pagina vendi il tuo Rolex a Roma, con un’attenzione in più per tutto quello che hai letto qui: referenza, lunetta, bracciale e quadrante. Ci mandi le foto, ti diamo una prima indicazione, e se ti va di proseguire controlliamo il Datejust in mano, aprendo il bracciale e verificando movimento e datario. La proposta arriva dopo il controllo e, se non ti convince, ti riprendi l’orologio senza alcun impegno. Il giorno dell’appuntamento ricordati un documento d’identità valido. Tieni presente che 08 Watches non è un rivenditore autorizzato Rolex: siamo un negozio indipendente che valuta e compra orologi usati.
Se il tuo è un Datejust ereditato e non sai da dove cominciare, mandaci anche solo una foto del quadrante su WhatsApp 338 246 3248: da lì capiamo insieme che referenza è, e se preferisci passare di persona ci trovi in Via di Tor Vergata 291/A, a Roma.
Domande frequenti
Il mio Datejust è da 36 o da 41 mm, come lo capisco?
Guarda le prime cifre della referenza: 1162 e 1262 sono 36 mm, 1163 e 1263 sono 41 mm. Misurare la cassa con un righello funziona meno bene, perché è facile includere la corona o sbagliare di un paio di millimetri. Se non trovi la referenza, mandaci una foto del quadrante e del fianco.
Datejust II e Datejust 41 sono la stessa cosa?
No. Hanno entrambi la cassa da 41 mm, ma il Datejust II monta il calibro 3136 e ha anse e lunetta più larghe, mentre il Datejust 41 monta il calibro 3235 ed è il modello prodotto oggi. Sono due referenze diverse e si valutano separatamente.
Come faccio a sapere se la lunetta del mio Datejust è in oro bianco?
Se la referenza finisce con 4, come 16234, 116234 o 126334, la lunetta zigrinata è in oro bianco e la cassa in acciaio. A occhio è difficile distinguerla dall'acciaio, per questo conviene affidarsi al codice o ai documenti.
Vendo un Datejust con quadrante con diamanti: cosa devo sapere?
Bisogna capire se il quadrante è stato montato da Rolex o sostituito in seguito. Un quadrante con diamanti originale fa parte della referenza; uno aftermarket rende l'orologio non più originale e pesa molto sulla valutazione. Se hai la garanzia, spesso indica anche il tipo di quadrante.
È meglio far lucidare il Datejust prima di venderlo?
No. La lucidatura toglie metallo e arrotonda gli spigoli della cassa, cosa che chi compra nota subito. Portalo con i segni dell'uso: graffi superficiali sono normali su un orologio usato, una cassa consumata no.
Il bracciale Jubilee del mio Datejust si è allungato, posso venderlo lo stesso?
Sì. Il gioco fra le maglie è normale su un bracciale che ha lavorato per anni e lo valutiamo insieme al resto dell'orologio. Contano anche il fermaglio, eventuali maglie mancanti e la coerenza del bracciale con la referenza.
Posso vendere un Datejust da donna o un Lady-Datejust?
Certo, valutiamo anche le misure da 26, 28 e 31 mm. Valgono le stesse regole: referenza, materiale, quadrante originale e stato del bracciale. Con la madreperla o i diamanti mandaci foto con luce naturale.
Hai un Datejust da vendere? Raccontacelo qui
Misura della cassa e tipo di lunetta ci aiutano già molto: il resto lo vediamo dalle foto.