EXPLORER ED EXPLORER II: REFERENZE, MISURE E COSA GUARDIAMO PRIMA DELLA PROPOSTA
Vendere un Rolex Explorer usato a Roma
Chi possiede un Explorer di solito lo porta senza pensarci troppo: niente lunetta girevole, niente cronografo, un quadrante nero che si legge in un attimo. Poi arriva il giorno in cui vuoi venderlo e scopri che sotto quel nome ci sono due orologi diversi e parecchie generazioni, con misure e movimenti che cambiano. Questa pagina serve a mettere ordine: capire quale Explorer hai sul polso, dove leggerne i dati, cosa guardiamo quando ce lo porti e quali passi falsi evitare prima di cederlo.
Explorer o Explorer II: la differenza si vede subito
Il primo controllo non richiede attrezzi. Guarda la lunetta. Se è liscia e lucida, senza numeri, hai un Explorer, quello che molti chiamano per comodità Explorer I. Se invece la lunetta è in acciaio, fissa, con incisa una scala da 0 a 24, e sul quadrante gira una quarta lancetta colorata che fa il giro in un giorno intero, hai un Explorer II.
Sono due orologi con un’idea di partenza diversa. L’Explorer è un solo tempo: ore, minuti, secondi. Il quadrante nero porta i numeri arabi a 3, 6 e 9 e un triangolo a ore 12, con indici a bastone per il resto delle ore. L’Explorer II nasce per chi perde il riferimento del giorno e della notte, per esempio in grotta o nelle regioni polari, e la sua lancetta delle 24 ore serve proprio a dire se le sei sono del mattino o della sera. In fase di valutazione li trattiamo come modelli separati, con un pubblico di acquirenti diverso.
Un dubbio che ci arriva spesso: l’Explorer II assomiglia a un Rolex GMT-Master II, perché anche lì c’è una lancetta delle 24 ore. La differenza sta nella lunetta. Sul GMT-Master II gira ed è bicolore o in ceramica; sull’Explorer II è fissa, in acciaio, tutta di un colore.
L'Explorer, punto per punto
224270 · Acciaio · Calibro 3230
Numeri arabi a ore 3, 6 e 9 e triangolo a ore 12: è il segno dell'Explorer. Fotografa il quadrante dritto, senza riflessi.
Fissa e senza scala: si graffia soprattutto sul bordo. Una foto di lato mostra lo stato meglio di una frontale.
Si avvita sulla cassa. Dicci se l'orologio è fermo invece di provare a ricaricarlo a forza.
Togliendo il bracciale, fra le anse a ore 12 c'è incisa la referenza. La trovi anche sulla garanzia: è il primo dato che ci serve.
L'anello interno fra quadrante e vetro: sulle referenze recenti porta inciso il numero di serie a ore 6. Sulle più vecchie il seriale è fra le anse a ore 6.
Fotografa la chiusura aperta e chiusa: l'usura dice molto su come è stato portato l'orologio.
Disegno indicativo a linee, non in scala reale e senza marchi.
Dove leggere i dati del tuo orologio
Per dire qualcosa di preciso su un Explorer abbiamo bisogno della referenza, la sigla numerica che identifica modello, misura e materiale. Puoi trovarla da solo seguendo questi passaggi:
- Cerca prima nei documenti. Sulla garanzia, cartacea nei modelli più vecchi o in formato card in quelli recenti, la referenza è stampata insieme al numero di serie. Se hai la scatola con il cartellino, spesso c’è scritta anche lì.
- Se i documenti mancano, guarda tra le anse. La referenza è incisa sul lato della cassa a ore 12, nello spazio coperto dal bracciale. Per leggerla bisogna sganciare il bracciale: se non hai l’attrezzo adatto lascia stare, lo facciamo noi in sede senza graffiare nulla.
- Controlla il rehaut. È l’anello inclinato fra il vetro e il quadrante. Nei modelli recenti porta inciso ROLEX tutto intorno e, a ore 6, il numero di serie. Nei modelli più vecchi il seriale sta invece tra le anse a ore 6.
- Il fondello non ti aiuterà. Sull’Explorer è liscio e senza incisioni: se ne trovi di decorate o con scritte, è un elemento da far vedere subito.
Con la referenza in mano il quadro si chiarisce in pochi secondi. Se vuoi capire come è costruita la sigla e cosa significano le ultime cifre, c’è una spiegazione dettagliata nella guida alle referenze Rolex.
Le referenze principali in una tabella
Qui sotto trovi le referenze che vediamo più spesso, con i soli dati di cui siamo sicuri. Dove un dato non è riportato non significa che manchi: semplicemente non lo scriviamo se non è verificato.
| Modello | Referenza | Cassa | Calibro | Note |
|---|---|---|---|---|
| Explorer | 1016 | 36 mm | — | la versione storica, vetro in plastica |
| Explorer | 14270 | 36 mm | 3000 | vetro zaffiro |
| Explorer | 114270 | 36 mm | 3130 | ultima 36 mm prima del cambio di misura |
| Explorer | 214270 | 39 mm | 3132 | dal 2010 |
| Explorer | 124270 | 36 mm | 3230 | dal 2021, acciaio Oystersteel |
| Explorer | 124273 | 36 mm | 3230 | dal 2021, acciaio e oro giallo |
| Explorer | 224270 | 40 mm | 3230 | dal 2023 |
| Explorer II | 1655 | — | — | la prima, presentata nel 1971 |
| Explorer II | 16550 | — | — | lancetta 24 ore regolabile da sola |
| Explorer II | 16570 | — | — | quadrante bianco o nero |
| Explorer II | 216570 | 42 mm | 3187 | dal 2011 |
| Explorer II | 226570 | 42 mm | 3285 | dal 2021 |
Se la tua sigla non compare nella tabella non vuol dire che l’orologio abbia qualcosa che non va: Rolex ha prodotto anche varianti meno diffuse. Mandacela comunque e la verifichiamo.
36, 39 o 40 millimetri: perché la misura conta
Per buona parte della sua storia l’Explorer è stato un 36 mm. È una misura che oggi qualcuno considera piccola e che altri cercano proprio per questo, perché resta discreta sotto la manica della camicia e veste bene anche polsi sottili. Nel 2010, con la 214270, Rolex fa un salto deciso e porta la cassa a 39 mm: l’orologio cambia presenza, il quadrante si allarga e diventa più vicino ai gusti di quegli anni.
Nel 2021 la casa fa marcia indietro e riporta l’Explorer a 36 mm con la 124270, affiancandole per la prima volta una versione bicolore in acciaio e oro giallo, la 124273. Nel 2023 arriva la 224270 da 40 mm, che si mette a metà strada fra le due anime del modello. Il risultato è che oggi circolano Explorer di tre misure diverse, tutti con lo stesso nome e un aspetto molto simile in fotografia.
Per chi vende questo ha una conseguenza pratica: dire «ho un Explorer nero» non basta per avere una risposta sensata. Dalle sole foto frontali, senza un oggetto di riferimento accanto, una 36 e una 39 si possono confondere. Ecco perché ti chiediamo sempre la referenza o, se non riesci a trovarla, una foto dell’orologio accanto a un righello o su un polso.
Anche il bicolore merita due righe. La 124273 ha lunetta, corona e parti del bracciale in oro giallo, mentre il resto è acciaio: in gergo Rolex si chiama Rolesor. Un orologio così attira acquirenti diversi rispetto all’Explorer tutto acciaio, e lo valutiamo tenendo conto dell’oro presente, non come una semplice variante estetica.
Explorer II, mezzo secolo di lancetta delle 24 ore
L’Explorer II viene presentato nel 1971 con la referenza 1655, ed è subito un orologio fuori dal coro: la quarta lancetta, arancione e grande, e la lunetta fissa con la scala delle ventiquattro ore lo rendono riconoscibile da lontano. In quella prima versione la lancetta delle 24 ore si muove insieme alle altre e serve soltanto a distinguere il giorno dalla notte.
Con le generazioni successive, a partire dalla 16550, la lancetta delle 24 ore si può regolare indipendentemente dalle ore. Da quel momento l’Explorer II diventa anche un orologio a due fusi: tieni la lancetta lunga sull’ora di casa e leggi l’ora locale con le lancette normali, oppure il contrario. Nello stesso periodo arriva il quadrante bianco accanto a quello nero, una variante che i collezionisti chiamano «Polar».
Nel 2011, per i quarant’anni del modello, Rolex presenta la 216570: la cassa sale a 42 mm, la lancetta delle 24 ore torna arancione come nella prima versione e dentro lavora il calibro 3187. Nel 2021 la sostituisce la 226570, sempre da 42 mm, con il calibro 3285. Le due si somigliano molto, e chi vende spesso non sa quale delle due possiede: anche qui la referenza scioglie il dubbio in un attimo, mentre a occhio la differenza è minima.
Un dettaglio che riguarda solo l’Explorer II: la lunetta in acciaio non ha inserti, quindi i colpi presi negli anni restano scolpiti sul metallo e sui numeri incisi. Non è un difetto che blocca la vendita, ma lo guardiamo con attenzione perché, a differenza di un inserto, non si sostituisce in modo semplice.
Le foto che ci servono per valutare un Explorer
Una buona prima valutazione a distanza dipende quasi tutta dalle immagini. Non servono attrezzature, basta il telefono e la luce di una finestra, senza flash. Per un Explorer o un Explorer II ci aiutano soprattutto queste inquadrature:
- Quadrante dritto e ben a fuoco, per vedere numeri, lancette e scritte. Su un quadrante così pulito ogni dettaglio fuori posto salta all’occhio, ed è da qui che capiamo se è quello nato con la cassa.
- Profilo della cassa dal lato corona e dal lato opposto, per giudicare quanto sono ancora nette le linee delle anse.
- Fondello, anche se è liscio: ci dice come è stato trattato l’orologio e se ha segni di apertura maldestra.
- Bracciale disteso e chiusura aperta, così vediamo se le maglie si sono allungate e quante ne restano.
- Lunetta in primo piano se hai un Explorer II, per i colpi sull’acciaio.
- Tutto il corredo sul tavolo: scatola, garanzia, libretti, maglie tolte, ricevute di revisione.
Se hai i documenti completi, una foto della garanzia con la referenza leggibile ci evita molte domande. Se non li hai, nessun problema: un Explorer si vende anche senza, e su cosa cambia avere o non avere il corredo trovi una pagina dedicata al Rolex full set.
Errori che chi vende un Explorer fa più spesso
Il primo è farlo lucidare prima di venderlo, pensando di presentarlo meglio. Su una cassa dalle forme semplici come quella dell’Explorer, una lucidatura pesante arrotonda gli spigoli e cancella lo stacco fra le superfici satinate e quelle lucide. Chi conosce il modello lo nota subito, e un orologio con i segni d’uso ma con le linee originali è preferibile a uno lucidissimo ma deformato.
Il secondo è buttare o dimenticare le maglie del bracciale tolte anni fa per adattarlo al polso. Fanno parte dell’orologio. Cercale nei cassetti e portale: un bracciale completo è un argomento in più.
Il terzo riguarda le revisioni fatte fuori dai centri ufficiali, dove a volte vengono sostituiti quadrante o lancette con pezzi non originali. Se sai che l’orologio è stato aperto, dicci dove e quando, e se hai la ricevuta mandacela. Non è un dramma, ma preferiamo saperlo prima dell’appuntamento piuttosto che scoprirlo con la lente. Se ti resta un dubbio su quello che hai comprato tempo fa, la guida su come riconoscere un Rolex falso spiega i controlli che facciamo.
Il quarto è confondere i modelli quando si chiede un parere: scrivere «Explorer» intendendo un Explorer II, o non sapere se la cassa è da 36 o da 39 mm. Tutte cose che si risolvono con la referenza. Per un discorso generale su cosa fa salire o scendere la cifra, a prescindere dal modello, c’è la guida quanto vale il mio Rolex.
Cosa controlliamo quando l’Explorer è sul banco
Le foto servono a darti una prima indicazione, ma la proposta definitiva nasce solo dopo aver avuto l’orologio fra le mani. Su un Explorer partiamo dalla corona: la sviti, la tiri, la riavviti, e ci accorgiamo subito se il filetto è consumato o se la guarnizione ha fatto il suo tempo. Poi ascoltiamo il movimento e ne verifichiamo la marcia, perché un calibro che va molto avanti o indietro racconta di una revisione che manca da tempo.
Il quadrante lo osserviamo con la lente, con calma. Su un orologio che ha solo tre numeri e qualche indice, la stampa delle scritte, la forma del triangolo a ore 12 e la coerenza del materiale luminoso fra indici e lancette sono gli elementi che dicono se tutto è nato insieme. Una lancetta che al buio si accende di un colore diverso dagli indici, per esempio, ci fa capire che qualcosa è stato cambiato.
Sull’Explorer II aggiungiamo la prova della lancetta delle 24 ore: la spostiamo da sola, controlliamo che scatti in modo pulito e che resti allineata con la scala della lunetta. Sul bracciale, infine, guardiamo i perni e le maglie vicino alla cassa, che sono quelle che lavorano di più. Niente di tutto questo richiede tempi lunghi, e lo facciamo davanti a te: se c’è qualcosa che pesa sulla cifra, te lo mostriamo direttamente sull’orologio invece di limitarci a dirtelo.
Un nome legato alle spedizioni
L’Explorer viene lanciato nel 1953, lo stesso anno in cui Edmund Hillary e Tenzing Norgay raggiungono per primi la vetta dell’Everest. In quegli anni Rolex fornisce i suoi orologi Oyster a diverse spedizioni in alta quota, e il nuovo modello nasce con quella vocazione: grande leggibilità, indici luminosi, un quadrante che non distrae. A distanza di decenni l’impostazione è rimasta quasi identica, ed è anche per questo che un Explorer di qualche generazione fa non sembra mai fuori moda. Oggi la cassa è in acciaio Oystersteel e regge fino a 100 metri di profondità, per l’Explorer come per l’Explorer II.
Da noi a Tor Vergata
08 Watches compra orologi usati e non è un rivenditore autorizzato Rolex: valutiamo il tuo Explorer per acquistarlo, non per venderti altro. Il percorso è descritto con calma nella pagina vendi il tuo Rolex a Roma, dove c’è anche il modulo per le foto. In breve: prima ci guardiamo le immagini, poi ci vediamo per controllarlo in mano, e solo a quel punto arriva la proposta. Se non ti convince, l’orologio torna con te senza obblighi. Ricordati un documento d’identità valido.
Il tuo Explorer, che sia il 36 mm del nonno o un Explorer II da 42 mm comprato pochi anni fa, puoi farcelo vedere prima in foto scrivendo a WhatsApp 338 246 3248, e poi portarlo in Via di Tor Vergata 291/A, a Roma.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra Rolex Explorer ed Explorer II?
L'Explorer segna ore, minuti e secondi, ha la lunetta liscia e i numeri 3, 6 e 9 sul quadrante. L'Explorer II aggiunge una lancetta delle 24 ore e una lunetta fissa in acciaio graduata da 0 a 24. Sono modelli distinti e li valutiamo separatamente.
Come capisco se il mio Explorer è da 36, 39 o 40 mm?
Il modo più sicuro è la referenza: 214270 è la 39 mm, 224270 la 40 mm, mentre 1016, 14270, 114270 e 124270 sono da 36 mm. La trovi sulla garanzia o incisa fra le anse a ore 12. In foto, senza un riferimento accanto, le misure si confondono facilmente.
Posso vendere un Explorer senza scatola e garanzia?
Sì, si può vendere anche senza corredo. Scatola e garanzia aiutano perché documentano l'orologio, ma non sono indispensabili. Serve invece un tuo documento d'identità valido.
Conviene far lucidare l'Explorer prima di venderlo?
Di solito no. Una lucidatura pesante arrotonda gli spigoli della cassa e chi conosce il modello se ne accorge. Meglio presentarlo com'è, con i suoi segni d'uso.
L'Explorer II con quadrante bianco ha un nome particolare?
Tra i collezionisti la versione bianca è chiamata «Polar». È uno dei due quadranti con cui l'Explorer II esiste, insieme a quello nero.
Come si legge l'ora sull'Explorer II con la lancetta arancione?
La lancetta arancione fa un giro completo in 24 ore e punta sulla scala della lunetta fissa: dice se è giorno o notte. Dalla 16550 in poi si regola da sola, quindi puoi usarla anche per tenere l'ora di un secondo fuso.
Comprate anche l'Explorer bicolore in acciaio e oro?
Sì, valutiamo anche la 124273, l'Explorer da 36 mm in acciaio e oro giallo presentato nel 2021. Nella valutazione teniamo conto delle parti in oro, quindi mandaci foto e referenza come per gli altri.
Explorer o Explorer II? Mandaci i dati
Una foto del quadrante basta per capire la versione: tu aggiungi nome e telefono.